I borghi del Salento

I borghi del Salento

I borghi del Salento

non solo mare limpidissimo, spiagge dorate e tanto sole…

Meta sempre più ambita per le vacanze al mare il Salento vi sorprenderà non solo per la sua natura incontaminata e le meraviglie delle sue spiagge da sogno, ma anche per il suo straordinario patrimonio artistico e storico. Avventuratevi alla scoperta dei suggestivi paesini del territorio salentino e lasciatevi catturare dalla bellezza dei borghi antichi con la loro ricca varietà di stili architettonici differenti, i centri storici perfettamente conservati e ricchi di tesori, e proposte sempre più strutturate di eventi mondani e feste di folklore locale.

GALLIPOLI…perla dello ionio

Sulla parte occidentale della penisola, affacciato sul Mar Ionio, Gallipoli deriva il proprio nome dalle parole greche “kalos” e “polis” cioè “città bella”.

È divisa in due parti nettamente distinte, la Gallipoli moderna, e l’isola, l’antico borgo circondato da mura e bastioni. Unico collegamento tra l’isola e la terra ferma, un ponte costruito attorno al 1600.

Gallipoli vecchia è un dedalo di viuzze strette e tortuose abbellite da palazzi storici nobiliari e ricca di vita in ogni ora del giorno. Numerosi ristoranti, bar, negozietti di artigianato attirano turisti e visitatori locali.

Nel cuore della città vecchia sorge una delle chiese più importanti per i gallipolini, sia dal punto di vista religioso che artistico, La Cattedrale di Sant’Agata. Eretta nel 1629 ospita tele pregiate del Coppola del Catalano, di Malinconico e di altri artisti locali.

Tra opere d’arte gallipoline, oltre alle numerosissime chiese del centro storico, sono assolutamente imperdibili: la fontana greco-romana adorna di fregi e di cariatidi che inquadrano la metamorfosi di Dirce, Salmace e Biblide, trasformate in fonti; il castello-fortezza che dà accesso alla città vecchia, fatto erigere da Carlo d’Angiò alla fine del 1500.

I palazzi del centro storico, palazzo Tafuri, palazzo Senape, palazzo Balsamo e palazzo Venneri (Fedele), in gran parte di stile barocco.

Città Vecchia – Gallipoli

OTRANTO … la porta d’oriente

Protesa a levante, nel punto della costa adriatica più a est d’Italia, Otranto ha da sempre rappresentato un centro di incontro tra mondo orientale e mondo occidentale. La sua storia millenaria, la cultura e l’arte sono caratterizzate e influenzate dal rapporto e gli scambi con l’oriente, spesso fonte di progresso e molte volte di terrore, a causa delle continue scorribande dei saraceni.

Otranto è un crocevia di popoli custode dei tesori che tutti portano. Qui tutti lasciano tracce del loro passaggio e la città diventa uno scrigno prezioso: i Paleolitici nelle “Grotte dei Cervi”; i Messapi, con tombe e forni di ceramiche; i Greci e i Romani con colonne monolitiche di marmo, capitelli e tombe. I Bizantini sono il popolo che maggiormente ha lasciato la sua impronta, come testimoniano la Chiesa di San Pietro e il Cenobio Basiliano di San Nicola di Casole, grosso centro culturale di tutto il bacino mediterraneo, luogo dove cultura greca e latina convivevano pacificamente.

E ancora da visitare:

La Cattedrale, con la sua Cripta con le 42 colonne, miniatura della “Basilica azzurra” di Costantinopoli e il bellissimo mosaico pavimentale raffigurante l’albero della vita, Il Castello Aragonese, la Chiesa di S. Pietro e la Cappella dei Martiri.

E una passeggiatalungo Corso Garibaldi, una stradina molto stretta, ricca di botteghe artigianali, piccoli negozietti ed esposizioni che fanno del centro storico un luogo affascinante.

Corso Garibaldi – Otranto

GALATINA

Nel cuore del Salento tra vicoli e archi che attraversano e uniscono palazzi cinquecenteschi, racchiusa nella sua antica cinta muraria Galatina, piccola e suggestiva, custodisce veri e propri gioielli di arte e cultura. L’origine della città risale alla colonizzazione bizantina avvenuta tra il IX e il X secolo, anche se già abitata in epoca preromana. L’architettura, la storia, l’arte che il borgo preserva si ravvedono nei numerosi monumenti religiosi e civili di notevole livello, tra i quali da vedere assolutamente, la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, uno dei più insigni monumenti dell’arte romanica e gotica dichiarata monumento nazionale nel 1870 e i cui affreschi di scuola giottesca sono paragonati a quelli che si possono ammirare all’interno della Basilica di San Francesco d’Assisi. Meritano una visita, l’antica chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in stile barocco e interamente realizzata in pietra leccese, il pozzo di San Paolo, la torre dell’orologio e tanti altri palazzi ed edifici di pregio da ammirare nel corso di lente passeggiate per i vicoli del borgo.

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo – Galatina

NARDO’…incontro di culture…

Un insediamento messapico risalente al VII secolo a.C. sancisce la nascita di Nardò come centro urbano. In realtà, il borgo affonda le sue origini in epoche lontanissime delle quali conserva tracce e testimonianze nei diversi stili architettonici che si mescolano e si fondono regalando al centro storico dell’antico borgo un’atmosfera unica. Forti influenze bizantine, neoclassiche, romaniche ma soprattutto un vero tripudio di arte barocca, come ben visibile nella centrale Piazza Salandra, da sempre cuore pulsante della città, e nelle numerose chiese ed edifici storici che compongono il grande patrimonio artistico della città di Nardò. Come ad esempio la Basilica Cattedrale di Maria Santissima Assunta, fatta costruire nel 1080 per volere di Papa Urbano II sui resti della preesistente Chiesa Basiliana, oppure la Chiesa di San Domenico con il convento adiacente, la Chiesa di Sant’Antonio risalente alla fine del 1400, la Chiesa di San Trifone e il Monumento barocco dell’Osanna. E ancora, il castello del VI secolo, il palazzo vescovile, il palazzo dell’Università e la Biblioteca Comunale Achille Vergari, che conta ben 21mila volumi di carattere scientifico, filosofico e teologico donata nell’ottocento dal medico Achille Vergari alla Chiesa e poi passata al Comune. Tutto questo e molte altre chiese e monumenti di interesse storico rendono decisamente imperdibile una visita nelle stradine dell’antico borgo di Neretum.

Piazza Salandra – Nardò

LECCE… capitale del barocco

La controriforma, l’impulso di un personaggio chiave come il Vescovo Luigi Pappacoda e la dominazione spagnola con l’influenza del cosiddetto plataresco, ovvero lo stile adottato nella decorazione dei piatti (plata) d’argento, sono alcuni degli elementi che creeranno le basi per l’affermarsi tra la fine del XVI sec. e la prima metà del XVIII nel capoluogo leccese di uno stile architettonico nuovo dalle caratteristiche molto particolari.

L’abbandono dell’antica forma classica lascia spazio all’esplosione della fantasia e dell’immaginazione, un tripudio di forma e movimento si esprime attraverso la ricchezza di elementi decorativi dal carattere naturalistico e floreale e l’eccesso di decorazioni sgargianti. L’assoluta peculiarità del barocco leccese, che investe tanto l’architettura quanto la scultura, si esprime attraverso l’utilizzo della cosiddetta Pietra leccese. Una roccia calcarea, chiara e malleabile, detta anche “pietra gentile”, molto facile da modellare, talmente tenera da poter essere lavorata talvolta anche con le mani.

Vero e proprio simbolo del barocco, che impone ai visitatori una tappa obbligatoria è innanzitutto la Basilica di Santa Croce (1549-1695). Un’imponente, elegante ricamo a cielo aperto che concentra l’arte dei più grandi esponenti artistici del barocco, da Giuseppe Zimbalo e Giuseppe Cino a Gabriele Riccardi e Cesare Penna. E poi ancora la meravigliosa Piazza del Duomo, con l’Episcopio, il Duomo e il Seminario; piazza Sant’oronzo e le numerosissime chiese che conferiscono a Lecce la definizione di città delle chiese.


SPECCHIA…borgo più bello d’Italia…

Non limitare il proprio viaggio in Salento alle sole zone costiere vi darà la possibilità di scoprire realtà comunali dislocate nell’entroterra capaci di proporre un’offerta ricettiva e un’accoglienza di alta qualità, che sono frutto dell’impegno di amministrazioni locali capaci e virtuose che negli anni hanno saputo valorizzare e tutelare il patrimonio tradizionale locale. Come nel caso dei comuni di Specchia e Corigliano d’Otranto, che nel 2018 hanno ottenuto il riconoscimento della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano. Specchia si pregia inoltre del titolo di migliore destinazione rurale emergente in Italia, e di essere inserita nel club de “I borghi più belli d’Italia”. A metà strada tra mar ionio e adriatico in un territorio circostante piatto predomina da una collina questo piccolo gioiello del basso Salento. Nonostante le sue piccole dimensioni non sono pochi i monumenti religiosi e civili di interesse, come ad esempio il Castello Risolo, di impianto cinquecentesco, la Chiesa e un Convento dei Francescani Neri, la cappella di Santa Caterina Martire, solo per ricordarne alcuni. Un centro storico tipicamente medioevale, sviluppatosi poi tra il XVI e il XVII secolo e arrivato quasi perfettamente intatto fino a noi. Avventurarsi senza meta per le stradine strette del borgo, attraverso i suoi vicoli, le scalinate e le corti, alla scoperta della vita delle persone e delle meraviglie architettoniche ben conservate, sarà il modo più semplice per lasciarsi affascinare e coinvolgere dalla dimensione senza tempo del borgo salentino più bello d’Italia.

Castello Risolo – Specchia